Come identificare una penalizzazione dei motori di ricerca

27 Dicembre 2018 / Pubblicato in:  da Ivan Messina
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I motori di ricerca sono in continuo aggiornamento e studiano l'evoluzione degli algoritmi in modo da premiare i siti di qualità. Una buona qualità di contenuti, navigabilità e ottimizzazione SEO, contribuiscono a far salire notevolmente il nostro sito nei risultati di ricerca. Ogni motori di ricerca ha però un suo algoritmo e ognuno di essi stabilisce un punteggio, più o meno simile, per ogni sito. Se non vengono rispettate le linee guida vengono assegnate delle penalizzazioni che possono portare anche alla cancellazione del sito dai risultati di ricerca.

Tipi di penalizzazione dei motori di ricerca

Ci sono fondamentalmente due tipi di penalizzazione: manuali e algoritmiche. La prima può interessare alcune pagine o l'intero sito e vengono applicate manualmente dallo staff di Google dopo una segnalazione. Nella Google Search Console è possibile vedere il motivo attraverso la sezione Traffico di ricerca > Azioni manuali.

Le penalizzazioni assegnate dall'algoritmo invece sono automatiche e colpiscono i siti che non rispettano le linee guida pubblicate dagli stessi motori di ricerca. Essendo automatiche, non vengono notificate, e per questo risolvere diventa più difficile.

Capire quindi se il nostro sito è stato penalizzato potrebbe diventare difficile, in linea di massima, dobbiamo allarmarci se iniziamo a notare:

  • Riduzione del traffico organico proveniente dal motore di ricerca
  • Perdita di posizione per determinate keyword
  • Assenza di alcune pagine dai risultati di ricerca
  • Arresto del dominio quando viene cercato con il suo nome

penalizzazione Google

Ovviamente la penalizzazione è causata da un comportamento che non rispetta le linee guida, e capire quello responsabile dell'ammonimento potrebbe aiutarci a rimediare. Generalmente i motori di ricerca tendono a "punire" chi:

  • Crea link artificiali per aumentare le posizioni
  • Pubblica pagine con una keyword density esagerata per aumentare la pertinenza
  • Pubblica pagine con contenuto copiato da altre pagine
  • Acquista o vende i link
  • Utilizza testo nascosto
  • Mostra una versione differente al motore di ricerca rispetto all'utente
  • Ha una scarsa ottimizzazione SEO

I tre provvedimenti che seguono una penalizzazione sono indicativamente tre:

Ban: la pagina o l'intero sito vengono eliminati dai risultati dell motore di ricerca;

Declassamento: il sito viene mostrato nei risultati ma con un posizionamento più basso. Questo tipo di provvedimento può essere temporaneo o definitivo;

Filtri: eliminazione dalla query delle pagine considerate di scarsa qualità

Penalizzazione Google: le tecniche SEO sconsigliate

Google Panda e Pinguino

Chi si occupa si ottimizzazione SEO o chi cerca di far salire il proprio sito tra i primi posti delle ricerche, deve quindi fare particolarmente attenzione ad alcune tecniche spesso utilizzate:

Link spam: sappiamo bene che un buon numero di link in entrata contribuisce a far salire il nostro sito, per questo molti utenti cercano di costruire una reputazione con tecniche più o meno corrette. Dal 2002 però, Google ha lanciato Penguin, uno strumento che colpisce i siti che utilizzano pratiche scorrette di link building. Solo i siti che registrano una crescita naturale di backlink verranno premiati.

Shadow Domain: è in pratica un sito costruito per gli spider dei motori di ricerca, nel quale dominio e contenuti sono super ottimizzati, in modo da scalare le posizioni e indirizzare poi l'utente su un altro sito. Questa è una tecnica che oggi potrebbe portare addirittura alla cancellazione dai risultati delle ricerche.

Pagine Doorway: è una serie di pagine ben posizionate nei risultati che inoltrano tutte l'utente alla stessa pagina finale.

SEO Cloaking: con questo metodo viene mostrato al motore di ricerca una versione differente da quella dell'utente. Una tecnica che potrebbe portare all'esclusione definitiva dai risultati.

Keyword Stuffing: ovvero l'eccessiva presenza della parola chiave nel testo di una pagina.

Testo nascosto: con questa tecnica si nasconde la parola chiave nello sfondo, magari utilizzando lo stesso colore o una dimensione più piccola.

Contenuti di bassa qualità o duplicati: quindi pagine con troppa pubblicità, testi copiati, abbandono del sito in tempi rapidi, siti che imitano altri siti, pagine create principalmente per monetizzare, siti che ospitano contenuti non veritieri (fakenews).

Come scoprire se il sito è stato penalizzato

Abbiamo detto che a volte potrebbe essere difficile capire la causa della penalizzazione che ha colpito il nostro sito, infatti se per le azioni manuali basta collegarsi alla propria Search Console, per le penalizzazioni assegnate dall'algoritmo ce ne accorgiamo quando le visite del sito registrano un notevole crollo.

In nostro aiuto però ci sono dei validi strumenti di diagnosi online.

Screaming Frog: riesce ad emulare il comportamento dello spider e quindi può aiutarci ad individuare la penalità.

Majestic: attraverso questo strumento è possibile analizzare il valore dei link in entrata.

Siteliner: utile per capire se un contenuto del tuo sito è copiato o parzialmente esistente nella stessa forma

Come risolvere una penalizzazione

Per risolvere una penalizzazione dovuta ad un'azione manuale da parte del team di Google, segui quindi le indicazioni indicate e cerca di "pulire" nel migliore dei modi la pagine o i contenuti incriminati. Successivamente, attraverso la Search Console, invia una richiesta di riesame indicando nella stessa tutte le procedure che hai adottato. La tua richiesta verrà analizzata da un membro del team Google e per questo, al fine di risolvere nel migliore dei modi, ricorda di:

  • Utilizzare un tono educato
  • Non scaricare la responsabilità, se non sei sicuro
  • Non partire all'attacco con "Secondo me avete sbagliato..."
  • Spiegare dettagliatamente le azioni che hai intrapreso per risolvere il problema
  • Allegare eventuali documenti, Screenshot
  • Concludere con l'impegno che rispetterai le linee guida

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