Cos’è il web hosting e a chi serve questo servizio

13 Settembre 2018 / Pubblicato in:  da Ivan Messina
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Per avere un sito sempre online, sia che si tratti di un semplice blog o di un e-commerce, è necessario avere uno spazio in cui salvare tutti i dati che, attraverso il dominio, tutti gli utenti possono consultare. Questo spazio si chiama web hosting, e funziona come un PC sempre acceso che ospita i dati (hosting in inglese vuol dire proprio “ospitare”). In rete ci sono tanti fornitori che mettono a disposizione questi hosting, che nel corso degli anni si sono divisi in varie tipologie per rispondere a tutte le richieste dei clienti.

Hosting managed e unmanaged: la differenza

Sul mercato ci sono varie aziende che offrono hosting già pronti all’utilizzo o studiati appositamente per il cliente. Queste attività prendono il nome di hosting provider e in pratica mettono a disposizione dei server in cui salvare i propri dati, in cambio di un canone annuale. Queste macchine sono sempre accese e, per mezzo della rete internet e di indirizzi IP, permettono ai vari utenti nel mondo di raggiungere il nostro sito da qualunque luogo e in qualsiasi orario.

Gli hosting si dividono principalmente in due categorie: managed e unmanaged, ovvero gestiti dal fornitore o interamente gestiti dal cliente. Quelli “chiavi in mano” sono i più diffusi perchè consento al cliente di lavorare al sito immediatamente senza preoccuparsi della configurazione. Riguardo al prezzo quelli controllati dal provider sono sicuramente più convenienti

Tipologie di hosting: quale scegliere

Gli hosting o gli spazi su cui costruire il proprio sito, si dividono in varie tipologie, ognuna con le proprie caratteristiche e utilizzo. La scelta dell’hosting è sicuramente fondamentale per la riuscita del progetto, ma se con il tempo le risorse non risultano più sufficienti, è possibile passare ad una soluzione più avanzata.

Hosting condiviso: il vostro spazio sarà ospitato in un server dove sono già presenti altri siti, le risorse sono condivise ma il provider assegna ad ogni account una determinata quantità di spazio e banda. Il prezzo di un hosting condiviso è molto economico, proprio perchè il server è condiviso con altri utenti.

Hosting semidedicato: il cliente ha a disposizione una parte di server dedicata solo ai suoi progetti. Assomiglia ad un hosting condiviso, ma in questo caso viene posto un limite al numero di account per ogni macchina. Il costo, anche se leggermente più alto, permette di avere la garanzia di maggiori risorse ai siti con tante visite.

Server Virtuale (VPS): i VPS sono interi server dedicati solo ed esclusivamente al cliente, ma si dicono virtuali perchè la macchina è fisicamente posta nella sede del provider. Con questa tipologia si il pieno controllo della macchina e dei siti web ospitati. Il costo è maggiore ma è sicuramente la soluzione più avanzata per performance, sicurezza e controllo. Per gestire un VPS occorre avere una conoscenza tecnica del processo, anche se alcuni fornitori offrono il servizio di gestione per permettere anche ai meno esperti di approfittare di questa soluzione.

Cloud Hosting: con questo sistema il cliente non acquista uno spazio in un solo server, ma in vari server tutti collegati tra loro. Il punto di forza di questa tipologia infatti è proprio la sua rete strutturale che le consente di comunicare tra i vari server e rendere disponibili le informazioni in breve tempo. Inoltre se un server andasse distrutto, quello successivo permetterà al sito di rimanere online e accessibile.

Hosting WordPress: è studiato per chi vuole aprire anche un semplice blog ma non dispone di alcuna conoscenza tecnica. Con questo hosting basta inserire il nome del dominio e il tipo di piano. In poche ore si riceveranno via mail i dati di accesso al pannello di controllo di WordPress, dove si potranno pubblicare immediatamente i propri contenuti.

Tipi di hosting

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